Librecensione - "Vita e Avventure di Babbo Natale", Lyman Frank Baum


Salve a tutti miei cari lettori!
Ben trovati in questo nuovo post e buona anti-vigilia!
Purtroppo, causa impegni, non mi sono potuta dedicare al blog quanto promesso e quanto avrei voluto, e ciò ha fatto tristemente sì che la programmazione, soprattutto nelle ultime due settimane, sia andata in vacca. Oggi e domani, infatti, troverete due recensioni di libri a tema Natalizio.



Quest’oggi voglio parlarvi di “Vita e avventure di Babbo Natale” di Frank Baum, autore reso celebre dalla fortunata storia del “Mago di Oz”, opera purtroppo che non ho mai avuto modo di affrontare, quindi questo piccolo volume natalizio è stata la prima esperienza che ho avuto con Baum :D

Il titolo è molto esplicativo di quella che è la storia, infatti viene raccontata la genesi di Babbo Natale e l’origine di alcune tradizioni che ci portiamo dietro ancora oggi, come ad esempio le calze appese al camino ( cosa che non credo sia troppo diffusa in Italia) e l’albero di Natale.
Ma ciò che mi ha veramente colpito è l’originalità e la fantasia degli elementi che compongono la storia, ricca di luoghi fantastici e creature immortali.



La storia ha inizio nella foresta di Burzee, un luogo magico abitato da ninfe e fate, Knook e Ryl ( spiriti che proteggevano il mondo animale e vegetale), e dal grande Ak, il Guardiano della Foresta. La vita scorreva pacifica e in equilibrio tra tutti gli Immortali, finché la ninfa Necile non sentì da Ak  che un piccolo umano era stato lasciato ai confini della foresta. Lei, presa da un istinto di protezione nei confronti del bambino indifeso, decise di prenderlo con sé e crescerlo.
La vita dell’infante, cui venne dato il nome Neclaus - Claus,  scorreva pacifica, nel rispetto assoluto di tutte le creature della foresta, e crebbe sano e buono.
Il Guardiano della Foresta però, sapendo che Claus non faceva parte degli Immortali, essendo un umano, si sentì in dovere di far conoscere a quello che ormai era diventato un ragazzo quali fossero le sue origini, e lo portò in un viaggio con sé, che aveva come obiettivo quello di far conoscere a Claus gli umani, le loro condizioni e usi e costumi.
Questo viaggio fu un punto di svolta per il giovane uomo, poiché gli fece realizzare che non poteva continuare a vivere nella foresta di Burzee insieme agli immortali: in primo luogo perché non era uno di loro, in secondo poiché le condizioni in cui vivevano i suoi simili erano spesso miserevoli, e si sentiva in dovere di abbracciare la vita che conducevano gli uomini come lui.

Questa scelta lo portò a lasciare la foresta magica, e scegliere un luogo in cui abitare che fosse sempre ai margini di Burzee ma non così lontano dal villaggio degli uomini.
Così ha inizio la storia di quello che è oggi è noto come Babbo Natale: giunto il freddo inverno, Claus si annoiava nella sua nuova casa, senza aver nulla da poter fare, e iniziò ad intagliare del legno dandogli la forma di un gatto. Questa statuina lignea ebbe tanto successo tra i bambini, che Claus iniziò a farne tante altre e distribuirle a tutti i bambini, in modo tale da allietarli.

Il libro mi è piaciuto molto, poiché racconta una storia nuova e inedita di Babbo Natale, inserendo molti elementi fantastici. Il fatto che sia stato scritto nei primi anni del Novecento ovviamente fa sì che possa sembrarci un po’ lontano, ma secondo me la storia trascende benissimo il tempo, tanto più che racconta le origini e la genesi di Santa Clause, quindi l’elemento della distanza passa benissimo in secondo piano, tranne che per alcuni termini e alcuni modi di pensare, che bisogna comunque contestualizzare all’epoca.

Trovo sia una perfetta storia di Natale, da leggere e apprezzare sia per grandi che per i più piccoli. Il fatto che sia molto breve poi è sempre un punto a favore, perché personalmente trovo sia super adatto per essere letto in un’unica sessione proprio durante la vigilia di Natale!

I temi e i motivi contenuti nel libro sono molto classici, ma al contempo ho trovato questa lettura molto stimolante, poiché aiuta a comprendere come percepissero il mondo oltre cento anni fa.
Purtroppo non posso fare un confronto con “Il mago di Oz”, però da quel che conosco la storia, l’elemento fantastico è decisamente una caratteristica molto importante dell’opera di Baum, soprattutto per quel che riguarda il meravigliare.
Ho molto apprezzato le ambientazioni, quasi rivestite di magia, poiché ti trasportano subito in un mondo lontano ma vicino, che puoi immaginare tanto bene da avere l’impressione di esserci.

Lo stile è scorrevole e piacevole, ma ben strutturato. La terminologia usata è adatta a un pubblico di lettori più piccolo, anche se non viene banalizzata e vengono usati sovente termini ricercati.



Vale assolutamente la pena affrontare questa lettura, soprattutto in questo periodo dell’anno, anche se non ha quei valori natalizi classici e anche un filo buonisti, ma rispecchia un’epoca in cui i bambini non avevano nulla e la venuta di Babbo Natale significava dispensare gioia.

Per questa Natalibrecensione è tutto miei cari lettori! Ma domani non perdete l’appuntamento sul blog, poiché ce ne sarà un’altra su un libro che aspettavo di leggere davvero da tantissimo tempo!!!
Se vi fa piacere vi invito a diventare lettori fissi del blog^^
Buone letture,
Giorgia.

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