Librecensione - "Racconti di Natale", Louisa May Alcott

Salve a tutti miei carissimi lettori e ben trovati nella prima recensione a tema Natalizio!
Come potete immaginare, Natale è il mio periodo preferito dell’anno e oggi voglio portarvi in un’epoca lontana, in un luogo lontano a festeggiare “un Natale del Passato”.
Parleremo infatti di “Racconti di Natale” di Louisa May Alcott, autrice statunitense del diciannovesimo secolo, resa celeberrima dai romanzi per ragazzi “Piccole Donne” e “Piccole Donne crescono”.



Essendo una raccolta di racconti non c’è un’unica trama, quindi voglio concentrarmi più sullo spirito del libro piuttosto che sulle trame, anche perché quest’ultime, sebbene diverse tra loro, hanno tutte uno schema piuttosto simile: si parla di poveri che ricevono beneficenza e di ricchi mossi a compassione da situazioni da brivido. I personaggi sono sempre famiglie in difficoltà, orfani e benefattori. Fanno eccezione le protagoniste del romanzo “Piccole Donne”, che è il racconto con cui si apre il libro, e la cavalla Rosa del racconto “Il racconto di Rosa” ( un racconto nel racconto della raccolta di racconti, metaracconto al cubo e adoro!).
Vi lascio comunque i titoli e un brevissimissimo accenno di trama:
La notte di Natale ( estratto da Piccole Donne)
La scelta di Kate ( una ragazza orfana della madre si troverà orfana anche del padre e dovrà scegliere la famiglia di parenti da cui vivrà da quel momento in poi)
Una ragazza tranquilla ( una giovane in orfanotrofio sogna una famiglia, e quando pensa di averne trovata una ci saranno mille gioie e dolori per lei!)
Il Natale di Tilly (Tilly e la mamma sono poverissime e a stento riescono a mettere la legna sul fuoco e del cibo in tavola, ma la magia del Natale riuscirà a regalar loro qualche sorpresa…)
Che cosa può far l’amore ( dove la vita di due sarte bambine prenderà una svolta inaspettatamente piacevole)
Il racconto di Rosa ( dove la cavalla Rosa racconterà la sua vita piena di glorie e disavventure)
La teiera di Mrs. Podgers (in cui due improbabili eroi salveranno un ragazzo dalla strada, e gli accadimenti successivi vi scalderanno il cuore).



Devo ammettere che raccontate in parole spicciole le trame non sono un granché, ma il potere di questo libro non sta nell’originalità della storia o in chissà quali innovazioni. Infatti trovo sia estremamente importante contestualizzare il libro per poterlo apprezzare come merita, proprio per la distanza che ci separa dai fatti raccontati.
I valori profondamente cristiani e religiosi creano un’aurea di idillio all’interno di ciò che viene narrato, e i valori semplici potrebbero renderlo patetico o molto sensibile a seconda del proprio gusto e, soprattutto, della propria anima.
Personalmente ho pianto in ogni racconto, poiché è pervaso dalla magia del Natale, quella più pura e bella che esista e ogni situazione, anche la più misera, trova un lieto fine, fatto di gioia genuina e conforto.


 C’è una frase ne “Il Natale di Tilly” che, a mio parere, riesce perfettamente a riassumere lo spirito del libro “ Natale è il momento in cui hanno luogo miracoli commoventi di ogni specie”. Questa è la morale che aleggia su ogni racconto, perché si va a recuperare quell’antica magia del Natale, dove i personaggi si permettono di sognare e sperare che ci sia qualcosa di bello in serbo per loro.
Le situazioni descritte sono spesso davvero misere e oggi le definiremmo completamente illegali, ma è facile lasciarsi trasportare in quel mondo lontano e nella semplicità di quei sentimenti, espressi con tanta forza, e commuoversi empatizzando con le storie dei personaggi. Questo è il pregio più grande del libro, secondo me: riesce a colmare quella distanza generazionale e ci fa fare una full immersion nel Natale americano del 1800, regalandoci uno spaccato vivido e intenso di quei tempi tanto difficili. Tuttavia è un testo che può regalare molta speranza e molta gioia per la sua infinita delicatezza e dolcezza. 

Un altro piccolo estratto del racconto di Tilly è anche molto esemplificativo delle dinamiche e dello spirito fortemente religioso e puritano che permea le pagine del libro “ Una cosa può dartela, Tilly. Può darti il piacere di fare del bene. Questa è una delle cose più dolci della vita, e possono goderne tanto il ricco quanto il povero.”

Per quello che riguarda l’aspetto stilistico è certamente, anche qui, un filino distante da ciò cui possiamo essere abituati. Tuttavia l’ho trovato incredibilmente scorrevole e delicato, affatto antiquato o pomposo, non ricercato o astruso ma piuttosto dolce e reverenziale.
Si legge davvero in pochissimo tempo, vista anche la sua brevità ( supera di poco le 100 pagine), soprattutto perché si vuole restare ancora un po’ in quel mondo antico, dove tutto alla fine va bene ed è così semplice ed emotivo.

Un lato molto notevole è anche la psicologia di alcuni personaggi, molto ben strutturati e riconoscibili anche se raccontati in pochissime pagine. A tratti la piccola “servetta” Patty potrà sembrarvi patetica, ma se riuscirete ad aprire il vostro cuore quella pietà diventerà compassione e ci si ritroverà a sperare solo che vada tutto bene.

E’ facile entrare nel mondo dipinto dalla Alcott: ho amato il suo modo di scrivere, come riesce ad emozionare il lettore facendogli entrare genuinamente nel cuore i suoi personaggi.
In più sarebbe bene recuperare, nella vita come in questo particolare periodo dell’anno dove “siamo tutti più buoni”, alcuni dei valori colonne portanti dei racconti: il piacere di fare del bene, l’altruismo, la compassione, l’amore.

I miei racconti preferiti sono stati “La scelta di Kate” e “Una ragazza tranquilla” per i particolari legati alle loro storie e per come alla fine si riesca a dare e ricevere felicità genuina, e di quanto sia bello farlo.



Questo libro ve lo consiglio in quanto è super natalizio, perfetto quindi per questo periodo dell’anno, ricco di valori buoni da riscoprire, e se siete dei anime sensibili l’amerete alla follia, tanto da non volerlo lasciare più!
Tuttavia c’è questo piccolo ostacolo da superare con la distanza che effettivamente ci separa dal libro, quindi purtroppo se non siete tra quelle persone che proprio non riescono a sopportare i classici, se non riuscite a sentire familiare avvenimenti così distanti da noi, questo libro non fa per voi.

Per questa prima recensione a tema è tutto, sperando che vi sia piaciuta vi ricordo che per questo mese il blog si dipingerà a tinte natalizie e ci saranno tantissimi post a tema, quindi se non volete perderli vi invito a diventare lettori fissi!
Buona letture,
Giorgia

Commenti

  1. Come sempre, la tua sensibilità è ciò che mi conquista di più ❤️

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  2. Non sapevo dell'esistenza di questo tesoro! Adoro Piccole Donne, è uno dei libri della mia vita. Grazie per la recensione, assolutamente lo recupereró:)

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  3. Devo ascoltamente recuperare questo libro! 😘

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  4. Non lo conoscevo ma sembra bellissimo 😍

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  5. Adoro anche la cover di questo libro 😍 lo recupererò sicuramente

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