TRE LIBRI DA LEGGERE D’UN FIATO – 2

Salve a tutti e benvenuti in un nuovo articolo!
Come prima cosa vorrei ringraziarvi per come è andato il post di ieri in cui vi raccontavo di 3 film che non sapevo fossero tratti da libri ( se ho scatenato la vostra curiosità ecco il link: http://blablaletterario.blogspot.it/2017/06/3-film-che-non-sapevi-fossero-tratti-da.html ). Sono rimasta piacevolissimevolmente sorpresa nello scoprire che quel format vi sia piaciuto e diventerà sicuramente una serie, anche se a scadenza piuttosto irregolare.
Oggi andremo invece a continuare la rubrica di libri consigliati ( se volete vi lascio il rimando diretto allo scorso episodio, in cui consigliavo thriller/gialli: http://blablaletterario.blogspot.it/2017/06/tre-libri-da-leggere-dun-fiato-1.html ), parlando di tre libri di autori italiani contemporanei, abbastanza brevi ma molto belli. Sono tre storie molto diverse fra loro, ma che mi hanno conquistato e che mi sento con tutto il cuore di consigliarvi.

IL PESO DELLA FARFALLA – Erri de Luca
Edito Feltrinelli, 7,50 €

Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.
Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di
re dei camosci” per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.”

Un libro meraviglioso, che racconta la natura e l’uomo. Una favola moderna ma senza tempo e ricca di significato. Si legge in pochissimo tempo, ma ci si riflette sopra per ore. Se non lo avete mai letto dovete assolutamente rimediare, e inebriarvi delle parole di De Luca, così poetiche e, semplicemente, belle.


MAGGIO SPLENDEVA – Marco Archetti
Edito Feltrinelli, 14,00€

1936. Leo Piccioni ha appena superato l'esame di maturità. Ha il corpo sbilenco e fuor di squadra dell'ultima adolescenza, ma ha anche un temperamento eccitabile e nervoso. La sua famiglia medio borghese è soddisfatta e protettiva. Il padre si perde nei suoi studi e nei suoi esperimenti di biologia, la madre si compiace della merlettata rispettabilità delle convenzioni. Per fortuna c'è la zia Ester. Matura signorina con molta pratica del mondo, cova nella sua stanza i segreti incipriati di una femminilità a suo modo libera e ribelle. Antimussoliniana, lettrice di Freud in originale, cinefila, si lascia corteggiare da uomini sposati e non. E ha grandi idee in testa. Idee che arrivano quando scopre che il nipote ha, non si sa come, il potere di far scomparire cose. E persone. Durante la trasferta del padre in campagna per il periodico approvvigionamento di rane-cavie, nel casolare dove ha provato i primi spasimi d'amore, Leo ha sorpreso l'amor suo, la bella Argentina, e l'amico suo, Adriano, pomiciare forte. Ha guardato Adriano con intensità e collera e Adriano è sparito. Leo ha poi riprovato con portacenere e soprammobili e si è confidato con zia Ester. E zia Ester l'ha trasformato in mago: malgrado l'opposizione famigliare, gli ha costruito una carriera nei teatri d'avanspettacolo. Mentre sorpresa e sconcerto superano le pareti della casa Piccioni restano pur tuttavia inquietanti interrogativi...

Lessi questo libro parecchi anni fa, perché incuriosita dal titolo, molto criptico ma pieno di promesse e possibilità. E devo dire che lo ricordo con straordinario affetto, tanto che acquistai tempo dopo anche “Sabato, addio” che però non mi lasciò così tanto( sempre edito Feltrinelli, racconta la storia di due amici un po' sfigati - soprattutto con le donne, Gigi e Filippo. A un certo punto, però, le sorti di Gigi cambiano, e lo fanno così drasticamente e per il meglio, che Filippo inizierà a invidiare l'amico. Questo sentimento lo spingerà a partire, ma qui verrà comunque perseguitato dai suoi demoni) . Purtroppo non sento mai troppo parlare di questo autore, che merita moltissimo secondo me. Con “Maggio splendeva” ha fatto un lavoro straordinario: intanto l’ambientazione storica ( che su di me fa sempre colpo!) è resa molto bene, anche fa solo da sfondo alla storia, che è davvero particolare, con tinte, a tratti, molto divertenti. Il personaggio della zia Ester, poi, con il suo anticonformismo marcato, il suo essere libera e libertina, vi rimarrà sicuramente nel cuore.


MANDAMI TANTA VITA – Paolo di Paolo
Edito Feltrinelli, 13,00€

Febbraio 1926. Moraldo arriva a Torino per una sessione di esami, si porta dietro una strana rabbia e una valigia più pesante di quanto gli sembrasse alla partenza da Casale Monferrato. Dagli anziani coniugi Bovis, che lo ospitano, Moraldo apre la valigia e scopre che deve averla scambiata con quella di un fotografo di strada. Come per chiudere un conto in sospeso, Moraldo si mette ancora una volta sulle tracce di un suo coetaneo. Si chiama Piero. Moraldo gli ha scritto due lettere senza ottenere risposta, l'ha visto passare all'università circondato dal gruppo dei suoi amici. Qualcuno li definisce l'Accademia dei Patiti, ma Moraldo ammira quella vivacità intellettuale, proteste, riunioni, giornali, libri. Ma l'ammirazione, nel silenzio, diventa invidia, e l'invidia diventa rancore. A volte si trova a spiarlo mentre passa sotto i portici, senza avere il coraggio di avvicinarlo. Ma adesso di Piero, a Torino, non c'è traccia. Con i suoi occhiali di miope, che sempre gli sfuggono dal volto, Piero ha percepito la minaccia e il pericolo di restare. Lo strappo non è facile: c'è Ada da lasciare sola, con il piccolo Paolo che ha appena un mese. Mentre Piero cerca una sistemazione e si ammala, Moraldo incontra il fotografo che ha preso la sua valigia. È una ragazza: leggera, disinvolta e imprendibile come un fantasma. Ma sarà proprio lei a tenere i fili del destino. Fino all'istante in cui Piero e Moraldo staranno finalmente per sfiorarsi.


“Mandami tanta vita” è un romanzo meraviglioso. Complesso, su più livelli, incredibilmente evocativo. Ambientato tra Italia e Francia durante un periodo molto delicato ( era infatti da qualche anno finita la Prima Guerra mondiale e nel Bel Paese imperversava il regime Fascista). Di Paolo ci racconta, tramite l’incontro e l’ammirazione del protagonista, la figura di Piero Gobetti e di sua moglie ( infatti il titolo è dato da una frase che scrisse in una lettera proprio Gobetti a sua moglie, di cui non sottolineerò mai abbastanza la potenza e la suggestione!), e riesce a farlo grazie a uno stile invidiabile, poetico e magico. La storia è molto bella e l’accuratezza con cui lo storico si fonde con l’immaginato è sbalorditiva. Un potente romanzo sulla resistenza, ma che indaga, tramite il viaggio letterale e figurato del protagonista, l’animo umano con dolcezza e magistrale trasporto. Leggetelo e beatevi della storia e dello stile di Di Paolo. Vi farete un grande regalo!

E voi conoscevate qualcuno di questi libri? Fatemelo sapere lasciando un commento e, se volete, diventate lettori fissi del blog per non perdere nemmeno un articolo!
Io ho apprezzato ognuno di questi libri per tanti motivi diversi: il potere evocativo e lo stile di raccontare impeccabile di Di Paolo, l’originalità e l’umorismo di Archetti e la sublime bellezza di De Luca, e ho voluto parlarvene proprio perché ognuno di questi libri, anche 
a distanza di anni, mi ha lasciato qualcosa.
Ahimè, anche per questo articolo è tutto. A prestissimo con qualche consiglio o curiosità o recensione.
Un abbraccio, Giorgia!

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