Librecensione "Il Giardino segreto", Frances H. Burnett

Salve a tutti miei carissimi lettori e ben trovati, dopo un tempo scandalosamente lungo, in un nuovo post.
Vorrei in primo luogo scusarmi per il lungo tempo che passa tra un articolo e l’altro, ma purtroppo il poco tempo per leggere, gli esami e anche il tipo di letture che sto facendo ultimamente scoraggiano un po’ dal pubblicare in modo costante. Tuttavia se avete piacere di seguirmi quotidianamente, potete trovarmi su instagram!

Ed è proprio grazie a un sondaggio su instagram che sto facendo questa recensione singola, anziché parlare in generale delle mie ultime letture.

Oggi parliamo de “Il giardino Segreto” di Frances Hodgson Burnett, scrittrice inglo-americana vissuta tra la fine del 1800 e il primo ventennio del 1900. Per la lettura di questo romanzo devo ringraziare Vivere tra le righe, che me lo ha consigliato quando leggevo “l’evoluzione di Calpurnia”, parlandomene tanto bene che non ho potuto proprio fare a meno di comprarlo!

                                                        

Mary è una bambina brutta e viziata, che vive con i genitori in India. Tuttavia la sua esistenza è molto misera, a dispetto della grande ricchezza della sua famiglia: lei passa tutto il suo tempo con i servitori e le tate, trattandole malissimo, all’ombra di una madre assente e troppo occupata a prendersi cura di se stessa. Il comportamento meschino di Mary l’aveva resa brutta e smunta anche all’esterno, ma lei di questo non si curava, poiché abituata ad avere tutto quello che desiderava da servitori troppo apatici e indifferenti per impartire una vera educazione.
La vita della nostra protagonista subisce un mutamento drastico quando un’epidemia di peste colpisce la grande magione in cui viveva, facendo fuggire i pochi che non avevano perso la vita. Ormai sola, Mary sarà costretta a trasferirsi dal suo tutore designato nello Yorkshire, il signor Craven.
All’inizio anche qui si troverà molto male, da una parte per il suo atteggiamento arcigno ed egoista era l’unico modo che conosceva per approcciarsi al prossimo, dall’altra perché anche qui era sola e circondata da adulti e in un posto che le era del tutto estraneo.
Le cose però sono destinate a cambiare ancora per la nostra protagonista dal momento in cui incontrerà Martha, la ragazza destinata ad occuparsi di lei, una un po’ alla buona, dai modi grossolani ma dal cuore immenso. Lei coi suoi modi schietti fa capire a Mary che il suo atteggiamento è sbagliato, che non tutto le è dovuto e che la sua bruttezza interiore influiva anche sul suo aspetto, troppo magro ed emaciato. Martha la spinge, portando ad esempio la sua famiglia e suo fratello Dickon, ad esplorare quella casa immensa di oltre 100 stanze in cui si trovava, ad uscire all’aria aperta per rinforzare gambe e polmoni e a giocare come fanno tutte le bambine della sua età.

Da quel momento la prospettiva di Mary cambia radicalmente, e comincia a seguire i consigli di Martha, ambendo ad essere come quei ragazzi di cui sentiva tanto parlare, che vivevano in modo del tutto opposto a lei, giocando all’aria aperta anche quando c’è pioggia, dedicandosi alla natura e alla cura degli animali.
Cominciando ad esplorare gli immensi giardini di villa Craven, verrà a sapere anche di un giardino segreto, inaccessibile da 10 anni, che apparteneva alla defunta signora Craven, chiuso perché ricordava al marito tutto il dolore per la perdita dell’amata sposa.
Questo mistero per Mary diventa una spinta a cercare ed esplorare, e nella sua missione verrà aiutata dal più improbabile degli amici.
Ma i misteri  della villa e gli amici sul cammino della nostra protagonista non sono finiti!

Per quanto riguarda la descrizione dei personaggi è fatta magistralmente: è possibile vedere un netto cambiamento in meglio aiutato dalla natura, dall’aria fresca e dalla positività. I personaggi vengono descritti in molti modi differenti, rendendo la narrazione molto dinamica. Se il carattere e modi di fare di Mary vengono trattati dal narratore onniscente nella prima parte, possiamo vedere il cambiamento coi nostri occhi, attraverso le sue azioni e i suoi sentimenti.
Martha e i suoi racconti sicuramente hanno rappresentato la chiave del cambiamento per la nostra protagonista, e vederla crescere e diventare più forte man mano diventa un piacere per il lettore.

Il mio personaggio preferito è senza dubbio il fratello di Martha, Dickon: lui sa parlare con gli animali e ascoltare la natura, e vivere senza confini il mondo che ha intorno. Personaggio estremamente positivo e tenero, che scalda il cuore con la sua voglia di fare, il suo incrollabile ottimismo.
Anche la madre di Martha sarà un personaggio chiave: nel libro rappresenta la figura materna ideale, in contrapposizione a tutte le altre figure materne presenti. Lei è una donna estremamente buona e generosa, che comprende i figli e i ragazzi, lasciandoli liberi di inseguire la loro strada, senza mai lasciarli a se stessi. Una figura di educatrice da prendere ad esempio, che esaltava i benefici della natura, dello stare all’aria aperta, del rafforzarsi giocando o lavorando la terra.

Lo stile narrativo è in terza persona, e leggere questo libro è come ascoltare una storia. A dispetto dei quasi 100 anni dell’opera, l’approccio è fresco e scorrevole, con belle descrizioni e una grande attenzione ai dettagli del tessuto narrativo.
Per alcuni versi mi ha un po’ ricordato altri libri per ragazzi più o meno coetanei, anche un pochino la Alcott, ma la differenza sostanziale è che c’è totale assenza di buonismo e pietismo in questo racconto. Non si punta a far commuovere il lettore per una situazione disgraziata salvata dalla bontà divina, ma si sprona al miglioramento che viene in primo luogo da dentro i personaggi stessi.
Il fatto che Mary sia brutta e cattiva non le viene fatto passare liscio: nessuno manca di ricordarle quanto il suo atteggiamento sia sbagliato. La pietà verso di lei e la sua situazione non c’è, ma viene spronata a fare qualcosa:” Magari esci, stai all’aria aperta…”.

Il fulcro più stimolante e innovativo del libro è costituito dai messaggi estremamente positivi e belli che si propone di mandare: il miglioramento di se stessi, la natura e il gioco e l’attività vista come cura per il corpo e l’anima, il gioco come motore per i ragazzi, la credenza verso una forza più grande percepibile attraverso il calore del sole e le radici che crescono in primavera.

Questo libro è un antidoto contro la tristezza e il malumore; Adatto per i più piccoli, verso i quali è destinato, perché è una lettura arricchente e istruttiva e ricca di messaggi buoni, ma anche per gli adulti, visto il suo essere piacevolmente scorrevole ed emozionante.

Per questa librecensione è tutto, miei cari lettori. Ci sono molte altre cose da dire su questo piccolo gioiellino, ma ho cercato di evitare ogni possibile spoiler, poiché la componente “misteriosa” e “soprannaturale” è molto caratteristica, e credo non sia giusto togliere il piacere di svelarla!
Fatemi sapere se conoscete questo libro, se lo avete mai letto e se siete intenzionati e leggerlo!
Se volete rimanere informati sulle mie letture, vi invito a seguirmi su instagram e facebook, e di diventare lettori fissi del blog.
Buone letture a tutti,
Giorgia.


Commenti

  1. Ho letto questo libro ben due volte, l'ultima l'anno scorso ... È meraviglioso. La dolcezza della storia mi ha rapita.
    È un libro speciale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono completamente d'accordo! Un libro che non mancherò certamente di rileggere in futuro, da considerare come un "promemoria" di quanto sia bella e preziosa la vita <3

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Librecensione: "Portobello Road", Annalisa Malinverno

Librecensione - "L'Ultimo Guardiano dei Sogni", Giulia Raiti