Librecensione - "Il Mesmerista", Andrea Zanotti


Salve a tutti miei carissimi lettori e ben trovati in un nuovo articolo!
Voglio sinceramente scusarmi per l’assenza degli ultimi tempi,  e per la discontinuità nel postare che l’avrà da padrona sul blog nelle prossime settimane, ma purtroppo altri impegni mi stanno portando via molto più tempo di quanto non voglia e sto riuscendo a leggere meno di quanto mi faccia piacere ammettere.
Tuttavia la normale attività del blog riprenderà a metà febbraio, con i consueti 3 appuntamenti settimanali, e ci saranno tantissime recensioni e tag e nuove rubriche!

Quest’oggi voglio parlarvi di un libro molto particolare, che mi è stato sottoposto dallo stesso autore, che ringrazio calorosamente. Stiamo parlando de “Il Mesmerista” di Andrea Zanotti.



“In città è giunto il Circo della Redenzione. Un circo bizzarro. Guitti, odalische e mangiafuoco portano sogni ed eventi luttuosi.
Una prostituta sacra operante via webchat morta per overdose da stramonio, un direttore di banca fatto a brandelli da un branco di cani e un assessore deceduto per incidente durante uno spettacolo. Questi sono gli accadimenti a spingere il professor Viviano a confrontarsi con il Mesmerista, il signore e padrone del Circo della Redenzione. Quest’uomo inquietante gli parlerà del Dio Denaro, fonte di tutti i mali dell’umanità, e lo coinvolgerà in vicissitudini che ne mineranno ogni convincimento e freno morale.
Amore, mistero e rivelazioni messianiche... o solo illusioni?”

                                                            

Il protagonista del romanzo è il Prof. Ettore Viviano, un docente di storia alle superiori, che ha scelto la via dell’insegnamento per illuminare le menti dei giovani studenti. Separato, con una figlia piccola, con amici che non fanno altro che intasargli il cellulare con mille messaggi su Whatsapp. La sua vita sarà destinata ad avere una svolta quando in città arriva il Circo della Redenzione e lo inviterà ad assistere a uno spettacolo.
Parallelamente una serie di strani omicidi minano la consueta tranquillità della sua cittadina.
Dopo aver deciso di accettare l’invito ricevuto dal proprietario del Circo, Ettore farà la conoscenza di Anfitrione, il suo proprietario, dallo stesso Prof. ribattezzato Mesmerista, per la sua capacità di ammaliare le persone.
E’ qui che Anfitrione svela al nostro protagonista lo scopo del Circo della Redenzione e gli svela la sua lotta contro il Dio Denaro, ossia lo stato di degrado e corruzione in cui verte l’attuale società. Il fatto è che il professor Viviano si troverà a giocare un ruolo fondamentale in questa crociata. Dopotutto, un mondo in cui si vive secondo natura, non era sempre stato quello che voleva?

“Il fatto che il mondo fosse degenerato di secolo in secolo in una plutocrazia era sotto gli occhi di tutti, ma era possibile che a giostrare il tutto fosse effettivamente un Dio?”

“Il Denaro si limita a corrompere l’animo delle genti rendendolo arido e impermeabile a qualsiasi altro sentimento e lo fa prescindere dalla consapevolezza o meno che l’accolito ha della sua esistenza.”

Per quello che riguarda i temi, ne troviamo molti e interessanti all’interno del libro. Vengono trattati con genuina passione che trascende le pagine e arriva direttamente al lettore, dando adito a profonde riflessioni sull’effettivo momento storico che stiamo vivendo e la sua decadenza. Il tema principe è la lotta al Dio Denaro, che viene trattato quasi con devozione dal personaggio di Anfitrione.
Ma ci sono anche altri topoi trattati: la vocazione per l’insegnamento da parte del prof., il suo desiderio di relazione con la sua studentessa preferita, la trasparenza dei bambini, le cazzate con gli amici. Scene di vita quotidiana scorrono accanto ai fatti surreali  del Circo della Redenzione.

Due elementi che arricchiscono il romanzo, rendendolo a mio parere più complesso e strutturato, sono l’umorismo e l’erotismo. Il primo punto si palesa nelle scene corali di Viviano con i suoi amici o con la figlia piccola, un umorismo conviviale e piacevole.
L’elemento dell’erotismo invece permea soltanto alcune pagine, facendosi prorompente parlando delle Odalische del Circo e del loro rapporto con Anfitrione, ma emerge anche in alcuni momenti dove i protagonisti sono Ettore e la sua studentessa.
Una cosa pregevole è che non è un erotismo gretto, ma piuttosto raffinato, che fa da controcanto alla passione travolgente che avvolge i protagonisti.

Anche la scelta del Circo come ambientazione mi ha davvero colpita, in quanto viene presentato lo scenario più oscuro e tetro, quasi fatiscente, dell’immaginario che si ha comunemente sul circo: la sensualità dell’odalisca si contrappone al vago ribrezzo del guitto dai denti gialli. Niente colori sfavillanti, ma grigiore e disagio si contrappongono al modo libero e senza regole con cui i circensi conducevano le loro vite.

Per quello che riguarda i protagonisti sono molto ben caratterizzati. L’autore fa sì che i tratti delle varie personalità emergano da soli, e che il lettore conosca vari lati del carattere progredendo nella lettura.
Il personaggio che mi ha più colpito è stato Anfitrione, ossia il Mesmerista, l’ipnotizzatore. Accorato nella sua lotta, viscerale nell’espressione dei suoi istinti, elegante nell’affabulazione…Un vero padrone del Circo! E’ buono e cattivo insieme, pieno di carisma. Un personaggio ambivalente che non dovrebbe mancare in nessun romanzo. Gli altri attori del Circo pure sono figure particolari: avvolte dal mistero, dall’orrore o dalla sensualità.
La fattucchiera bambino, che legge le carte mi ha particolarmente impressionato.

Il professor Viviano è un ottimo protagonista, ben caratterizzato e dalle mille sfaccettature, anche se forse un filo vittima degli eventi.
E’ molto apprezzabile come l’autore faccia sì che ci sia un’evoluzione nel suo pensiero e nelle sue priorità, e che non rimanga fisso nelle sue convinzioni.

Lo stile di scrittura trovo sia la ciliegina sulla torta! L’autore si definisce un “artigiano della scrittura” e credo non ci sia definizione più giusta! Le parole vengono modellate come creta, ogni fonema è ragionato e scandisce un ritmo narrativo serrato e scorrevole. Parole auliche e desuete abbracciano parole di uso quotidiano, dando vita a uno stile caratterizzante e pieno di carattere.
Sebbene la lettura non sia sempre facile, proprio per alcuni termini scelti, ho apprezzato ricercarne il significato e apprenderli, e lo stile letterario aulico affiancato da quello gergale, trovo abbia dato decisamente un tocco in più a una storia inaspettata che riesce a meravigliare.

Il romanzo mi è piaciuto tantissimo, nonostante all’inizio avessi immaginato qualcosa di diverso, devo ammettere che mi sono trovata davanti a una lettura più complessa di quello che speravo! L’elemento del circo, gli omicidi, la relazione tra il professore e la sua studentessa, riflessioni profonde sulla situazione di degradante consumismo e dilagante sottomissione al Dio Denaro, insieme a molti altri aspetti, fanno di questo libro una lettura affascinante, e lo stile di scrittura la rende inebriante con la sua complessità. Mi ha piacevolmente stupita e meravigliata, e non posso far altro che consigliarvelo se state cercando una lettura diversa da qualsiasi altra cosa abbiate mai letto.

Per questa recensione è tutto! Fatemi sapere se conoscete questo libro e cosa ne pensate!
Se non volete perdere i prossimi post e le successive librecensioni vi invito a diventare lettori fissi del blog!
Un abbraccio e buone letture a tutti,
Giorgia.

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